[Architecta] dubbi sul libro "organizzare la conoscenza"
f.occhipinti a gmail.com
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Sab 21 Mar 2009 03:26:15 PDT
On Fri, Mar 20, 2009 at 06:22:02PM +0100, Luca Rosati wrote:
> si tratta di 2 sistemi apparentemente simili fra loro ma nella profondità
> assai diversi.
>
> Faccette e tassonomie tradizionali sono sistemi di classificazione
> top-down, creati e mantenuti cioè da un ente o gruppo centralizzati, e che
> pertanto il pubblico può solo usare ma non modificare.
>
> Le folksonomy viceversa sono sistemi bottom-up, creati cioè "dal basso" dal
> pubblico stesso che crea i contenuti.
>
> Si tratta perciò di capire rispetto a contesto, obiettivi e pubblico del
> progetto specifico quale sia più adatto. Ma non c'è un sistema migliore o
> peggiore, solo sistemi più o meno adatti a certe circostanze: per il resto,
> ognuno porta inevitabilmente con sé pregi e difetti.
Ringrazio entrambi per la risposta; e` vero che sono sistemi usati in
modo diverso, ma la differenza piu` interessante mi sembra un'altra,
quella nella semantica dello strumento.
Il fatto che sia un sistema top-down e` una differenza nell'uso; si
potrebbe decidere che sia l'ente ad assegnare i tag (come in un
soggettario), o gli utenti a scegliere fra un elenco limitato di tag;
ugualmente, si potrebbe implementare un sistema bottom-up con le
faccette, ma questa non sembra una strada interessante, perche` se i
due sistemi (tag e faccette) si sono sviluppati in due ambiti e per
fini diversi (catalogazione bottom-up e top-down) vuol dire che
probabilmente ciascuno e` adatto all'uso che se ne fa.
Una cosa piu` interessante, ed il motivo per cui ho fatto questa
domanda, e` che i due sistemi permettono una diversa espressivita`,
permettono di veicolare significati diversi sulle informazioni.
In entrambi i casi appiccichiamo dei nomi agli elementi di una
collezione, solo che le faccette, come esemplificato anche da Stefano,
ordinano i nomi secondo dimensioni; i tag invece non sono ordinati per
dimensioni.
Ordinare per dimensioni puo` rendere piu` facile la navigazione, ma
limita l'espressivita`.
Credo che possiamo considerare le faccette come "tag ordinati"; cioe`,
se io ho una nuvola di tag, e da questi formo degli insiemi non
sovrapposti, ottengo una classificazione a faccette.
Considerando cosi` le cose, si capisce che le faccette comportano un
irrigidimento di una classificazione a tag; come tutte le
schematizzazioni questo puo` rendere il materiale meglio navigabile,
ma limita la forma in cui lo classifichiamo.
Il problema della struttura e` un problema semantico; il problema
dell'uso e` un problema politico/gestionale.
Nell'informatica si analizza la semantica dei linguaggi, ma la mia
impressione e` che l'approccio per formalismi matematici a questo
problema sia troppo rigido e poco interessante.
L'aspetto interessante dell'architettura dell'informazione e` che a
volte si riesce a superare questi limiti; nel libro infatti e`
spiegato bene che non conviene usare le faccette su collezioni di
elementi troppo eterogenei. Certo perche` posso trovare dimensioni che
descrivano bene l'intero insieme solo se questo e` omogeneo; difficile
dirlo con la matematica, ma facile per l'intuito.
Questo tipo di ragionamenti si potrebbe replicare quando si decide di
usare un database relazionale piuttosto che documenti di testo nelle
strutture informative di un'azienda, ad esempio; o un pulsante
piuttosto che una casella di testo in un form.
Altrove nel libro (ora non ritrovo il passo) leggevo che i sistemi a
tag privilegiano il richiamo a discapito della precisione. Queste sono
argomentazioni interessantissime e preziose, che costituiscono criteri
concreti su cui basare scelte architetturali.
Insomma la conoscenza ha una forma, che nell'involucro di alcuni
formalismi informatici sta stretta, e viene all'occorrenza mutilata;
in altri viene ben compresa. Non so se gli strumenti teorici per
affrontare queste problematiche sono gia` maturi, ma per come la vedo
io sono problemi troppo complessi per essere costretti in un approccio
matematico, e solo il ruolo scientifico/umanistico di una disciplina
come l'architettura dell'informazione puo` permettere di venirne a
capo; facciamo attenzione pero` perche` scientifico/umanistico
significa che gli umanisti non possono snobbare la matematica, come
gli "scienziati" non possono snobbare le lettere.
Comunque chiedo scusa se il mio approccio alle tematiche e` troppo
"all'arrembaggio", sono abituato a liste (i linux user groups) in cui
si discute a volte anche aggressivamente dei problemi, e questo spesso
non e` neanche costruttivo. Ho notato che questa lista ha un volume di
traffico limitato ed ospita soprattutto segnalazioni piu` che
discussioni; penso che questo stile essenziale sia una ottima qualita`
e non voglio assolutamente rovinare l'atmosfera; e` solo che queste
tematiche mi stanno molto a cuore e gli spazi per discuterne, in
italia, scarseggiano.
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